Articolo

Buggerru: un punto di vista diverso sulla tappa del CAMPIONATO ITALIANO SURF juniores

Buggerru: un punto di vista diverso sulla tappa del CAMPIONATO ITALIANO SURF juniores

Due giorni prima della gara ricevo un messaggio da Lorenzo: “ti posso chiamare?”

In questo modo è nata l’idea di questo articolo: ci sentiamo al telefono e lore mi racconta di voler mostrare la gara con delle storie Instagram live e così, senza pensarci troppo su, gli propongo a mia volta che potremmo alzare la posta in gioco raccontando tutto l’evento, ma in particolare le nostre emozioni, anche attraverso un racconto fotografico.

Due idee avevano preso vita in un paio di minuti. Avevamo deciso. Stavo per raggiungerlo a Buggerru.

Come nascono i progetti

Sono un fautore della spontaneità, del seguire il flusso della vita, del farsi rapire da ciò che ci appassiona. Sono convinto che così facendo si arriva sempre da qualche parte, che non è in realtà una destinazione, ma un vero e proprio modo di vedere la vita e che si identifica con l’amare visceralmente ciò che si fa. Gli obiettivi che di volta in volta raggiungiamo non sono che il riflesso proprio di questa fervente passione.

È facile, si fa per dire, se procedi così, ritrovarsi coinvolto in progetti del genere, soprattutto se trovi qualcuno che la vede come te. E questo è ciò che, sin dall’inizio, ci ha legato con Lorenzo: la voglia di raccontare il surf in modo diverso, creando dei contenuti che dicano qualcosa in più rispetto alla singola immagine, per quanto questa possa essere considerata dall’effetto wow (speriamo comunque che ce ne siano di immagini così).

Ciò che ci ha unito, quindi, è questa voglia di raccontare le storie che viviamo così da farle vivere e assaporare anche agli altri, provando a far vibrare quelle corde dell’anima che troppe spesso, per via degli eventi, rischiano di indurirsi.

Come si vive una gara di surf

Non so se c’è un unico modo peer vivere una gara di surf, sono tante le persone e gli interessi coinvolti, c’è pure chi, a dir la verità, viene a vedere questo tipo di competizioni per il solo piacere di passare una giornata diversa. Tensione, attesa, gioia e dolore, felicità e frustrazione, tutto si mescola in modo da diventare uno tessuto le cui parti diventano indistinguibili.

Quindi, se ripenso allo spettacolo di questi due giorni, e dovessi trovare un qualcosa che mi ha colpito di più, direi i rapporti umani, proprio quelli che la nostra epoca sta mettendo maggiormente a rischio.

Ecco, quindi, che una gara di surf, non è più solo una competizione, ma, attraverso il sano e leale confronto, che sono la vera ragion d’essere di una competizione del genere, si promuovono dei valori importanti come la condivisione – anche tra “rivali” – e il sacrificio. E credo che quest’immagine sia l’emblema di ciò che a parole ho provato ad esprimere.

L’atmosfera

Da esterno, da fotografo, abituato a vedere il mondo attraverso la lente di un obiettivo, posso dire che era allegra, serena, ma allo stesso tempo coinvolgente e motivante.

Esagerato? Non credo!

Gli atleti, nonostante la tensione, ridevano e si rilassavano sulla spiaggia mentre attendevano il loro turno per lanciarsi nelle heat. I genitori supportavano con apprensione i propri figli lanciarsi tra le onde senza paura. Tutti seguivano l’evolversi dell’evento con partecipazione. Anche gli organizzatori sono stati molto bravi nel mantenere, nonostante la professionalità, un ambiente allegro e disteso.

Si respirava un’atmosfera molto positiva, sarà il contatto ravvicinato con la natura, o forse è proprio per merito del surf, magri di entrambi, fatto sta che si stava bene, bene davvero.

E poi c’erano loro, i coach, che, se possibile, erano più coinvolti degli stessi atleti…

La storia di un rapporto speciale

Avere la possibilità di assistere così da vicino a certe dinamiche vivendole in prima persona mi fa sentire davvero un privilegiato.

Il ruolo del fotografo, per quanto possibile, considerato pure la mia stazza non proprio esile, è di immortalare attimi dal forte valore simbolico, in grado quindi di raccontare un’emozione o uno stato d’animo, facendo attenzione a non interferire né alterare le dinamiche in atto.

Avevo già avuto modo di vedere Lorenzo con i “SUOI RAGAZZI”, e parlo anche degli amatori, e ciò che maggiormente mi aveva colpito era la sua dedizione, il lasciarsi coinvolgere totalmente dal suo lavoro, e, allo stesso tempo, coinvolgere chi gli sta intorno. In gara, poi, con gli atleti, tutto questo si è amplificato: gli sguardi, il supporto, gli abbracci, tutto lasciava trapelare che, in fondo, c’è molto di più di un mero e semplice rapporto di lavoro.

Dal warm up del mattino (cosa questa che mi ha lasciato davvero piacevolmente sorpreso), alla gestione dei tempi morti e della tensione, oltre ai consigli tecnici prima e dopo la heat, Lorenzo è sempre stato lì, al fianco dei suoi ragazzi. Una figura, quella di Lorenzo, ma questo vale per qualsiasi altro coach, che è molto più di un allenatore, proprio perché, seguendo dei ragazzi giovani e aiutandoli a crescere, sia professionalmente che umanamente, diventa per loro un vero e proprio punto di riferimento.

Un legame speciale, che vorrei vi raccontasse lui direttamente:

Descrivere quello che vivo quando alleno i ragazzi è veramente difficile: forse si può riassumere in un giro sulle montagne russe delle emozioni.
Passiamo davvero molto tempo insieme, ed è sempre tutto molto intenso.
Prima chiaramente c’è tutta la preparazione con allenamenti , tattica e surf in qualsiasi condizione meteo e marina, bisogna essere sempre pronti a tutto.
In seguito c’è la parte che facciamo a casa, con video analisi e confronto.
Poi c’è la gara e lì cambia tutto: c’è sempre un game plan ma con un sacco di variabili che possono cambiare in un battito di ciglia, in ogni caso loro sanno cosa fare, non mi piace intervenire a meno che non ci sia un errore grave da correggere perche’ tutto si prepara prima.

Un riferimento per le famiglie

Seguendo la trama della nostra riflessione, non possiamo non considerare il ruolo delle famiglie all’interno di un contesto del genere

Proprio come il coach, anche se in modo diverso, ovviamente, sono legate indissolubilmente a tutto ciò che ruota intorno al “proprio” figlio/a. In questo caso, però, il coinvolgimento emotivo è altissimo, vorrebbero sempre il meglio per il proprio ragazzo, farrebbero di tutto per vederlo felice e vincente, ma spesso non hanno le armi adatte per guidarlo, pensiamo solo all’esperienza tecnica, oltre all’eccessivo coinvolgimento, come appena sottolineato.

Così, sulla base di queste considerazioni, proprio come cercavo di spiegare prima, il coach assume un ruolo ancora più decisivo, proprio perché deve fare da collante, cercando di mitigare e canalizzare positivamente tutta l’emotività, la voglia e il coinvolgimento dei genitori per far si che si trasferisca sui ragazzi nel modo giusto, cosa questa non sempre facile proprio per la natura del rapporto genitore-figlio.

E’ per questo, quindi, che, come sottolineato prima relativamente agli atleti, anche per la famiglia, il coach diventa un punto di riferimento e qualcosa in più dell'”allenatore dei figli”.

L’aspetto competitivo

Siamo giunti a questo punto dell’articolo e credo che sia giunto il momento di parlare anche dell’aspetto competitivo.

Anche in questo caso, devo dire, sono rimasto piacevolemente sorpreso: nonostante la tensione e la voglia di fare fossero palpabili, si percepiva comunque, sempre, un’aria distesa.

Eppure, se dovessi trovare un modo per raccontare questo aspetto, lo legherei alle due immagini che ho scelto: i sorrisi, le risate, le chiacchiere, tutto si andrà inevitabilmente a finalizzare, trovando la sua naturale sintesi – per dirla con linguaggio hegheliano – nella gara, e in queste due foto ho cercato di cogliere proprio quel momento, l’attimo esatto in cui, proprio dopo il riscaldamento, dopo il confronto con il coach, l’atleta inizia a focalizzare, deve trovare la concentrazione e la determinazione giusta, perché sa, che tra poco, toccherà a lui, dovrà andare in acqua e dare il meglio di se.

Soprattutto la seconda immagine, credo sia davvero eloquente e molto espressiva.

Una foto che per me vale più di mille parole

E’ una foto che mi ha fatto entusiasmare sin da subito per i colori, per l’ambientazione, per il valore simbolico degli elementi che richiama.

Credo ci sia tutto ciò che fino ad ora ci siamo detti, ed è per questo che non voglio dilungarmi oltre.

La gara

Guarda tutta LA GALLERY

A me è piaciuta tantisismo, sia a livello tecnico che per il contesto, ovvero la splendida cornice di Buggerru.

Le onde del primo giorno erano davvero notevoli, peccato siano calate un pò il giorno successivo, ma, alla fine, credo sia andato tutto nel migliore dei modi. Anche il livello tecnico, per ciò che ho avuto modo di costatare, è stato all’altezza.

Anche in questo caso,anzi, soprattutto in questo, lascio di nuovo la parola a Lorenzo:

La competizione si è svolta nella maniera migliore, con ottima organizzazione da parte del Buggerru surf Club e Surfing Fisw con onde impegnative nella prima giornata dove i ragazzi sono stati messi a dura prova.
Mentre nella seconda giornata onde più piccole e liscie, un vero mix dove è valsa esperienza e tattica di gara.

La mia conclusione

Da fotografo, mi piace l’idea che le immagini raccontino un’emozione, che riescano a tradurre visivamente l’insieme di tutte quelle sensazioni che ci travolgono, soprattutto in una giornata come questa, e credo che questa sia quella adatta, anche se ce ne sono molte altre che potrebbero andar bene, però devo scegliere, e quindi scelgo questa.

Il momento che stiamo vivendo, senza dimenticare il periodo appena trascorso, è senz’altro difficile e molto incerto, ed è per questo che tornare a vedere questa partecipazione e questa voglia di vivere, soprattutto in questi ragazzi così giovani, mi lascia bene sperare, almeno voglio pensarlo. Proprio loro, che molto hanno sofferto, oggi erano sorridenti e spensierati, e questo mi ha fatto star bene.

Il surf, il mare, lo sport, la condivisione, la natura, tutto questo ha un valore unico, e non dobbiamo dimenticarcelo, perché è ciò che formerà le future generazioni, ed è per questo che, se maggiormente ci adoperassimo, e qua parlo delle istituzioni, per far crescere i ragazzi in ambienti del genere, sarebbe davvero di buon auspicio per il futuro.

Parola al lore…

Sono molto orgoglioso dei miei ragazzi, hanno dimostrato un ottimo surf ed una preparazione all altezza dei migliori.
Chiaramente io li vorrei vedere sempre tutti nella finale, ma non sempre le cose vanno come si pianificano. In ogni caso non è mai una sconfitta ma sempre una lezione, ed io sarò li sempre pronto ad aiutarli a realizzare i loro sogni.

In collaborazione con LORENZO CASTAGNA

Lascia un commento

Condividi questa storia, scegli tu dove!

Articoli Correlati