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Campeggio Nautico: 4 giorni in Kayak dormendo in grotta

Campeggio Nautico: 4 giorni in Kayak dormendo in grotta

Campeggio Nautico - Kayak, Sardegna, Orosei

L’idea del kayak ci è venuta per caso, anche se la sognavamo da tempo.

Ero sempre stato affascinato dall’idea di fare un’avventura del genere, ma non era mai capitata l’occasione. Non amo i tour organizzati ma, allo stesso tempo, non sapevo bene da dove partire per farlo da solo, quindi era rimasto sempre tutto in sospeso.

Viaggiare mi ha dato tanto, a livello personale e non solo. E la lezione più grande che ho imparato dalle mie avventure in giro per il mondo, è la consapevolezza che spesso tutto ciò che a parole sembra difficilissimo in realtà, nella pratica, non lo è più di tanto, basta prendere le giuste accortezze.

Perché è così, ci fanno credere che sia tutto rischioso e pericoloso, quando invece quel concetto di pericoloso, spesso, è solo nella nostra testa.

È vero, serve preparazione e competenza per fare qualsiasi cosa, ma è con l’esperienza che esse si acquisiscono.

Purtroppo, stiamo perdendo la curiosità e la voglia di esplorare, e questo stato di rassegnazione, misto ad apatia, ci sta rendendo sempre più vulnerabili. E’ per questo che, ogni tanto, un ritorno ai fasti di un tempo, nei quali il piacere della scoperta era essa stessa il piacere, credo, sia doveroso.

Ovviamente quando si decide di osare un po’ è necessario farlo con la testa, senza strafare, soprattutto all’inizio, lasciando che il tempo ci aiuti a capire bene quali sono i nostri limiti.

Ecco, questo è stato l’approccio che abbiamo avuto quando abbiamo deciso di affrontare quella che, ad oggi, definisco una delle più belle avventure della mia vita. UN SOGNO CHE SI E’ REALIZZATO!

Ma andiamo per gradi così vi spiego com’è stato possibile realizzare tutto ciò.

Come trovare i Kayak

Campeggio Nautico - Kayak, Sardegna, Orosei

Uno dei primi interrogativi che ci siamo posti è stato: come facciamo a trovare due kayak?

Se ci affidiamo ad un’agenzia sicuramente ci chiederanno un certo grado di esperienza, oppure, ci obbligheranno a seguire una guida.

In entrambi i casi le risposte erano negative: esperienza di kayak zero, a meno che per esperienza si intenda lo sporadico affitto delle canoe in vacanza; l’idea della guida, o peggio ancora del gruppo organizzato, proprio no, volevamo gustarci certe emozioni noi due, da soli, semplice, in tranquillità.

Così, iniziando a fare ricerche su internet, ci siamo imbattuti, quasi subito a dir la verità, nel sito della Prima Sardegna, un’agenzia specializzata in diverse tipologie di escursioni, inclusa quella del campeggio nautico, nella quale era previsto il semplice affitto del kayak. Fantastico.

Uno scambio di mail e il gioco era fatto, avevamo realmente riservato due kayak singoli, per 4 giorni, senza esser sicuri di cosa eravamo realmente in grado di fare.

I dubbi e le perplessità relative ai kayak si erano vanificati in un batter d’occhio, da quel momento toccava solo ed esclusivamente a noi.

L’organizzazione: come si organizza un campeggio nautico

Questa è una fase molto delicata e richiede attenzione.

Premetto, non c’è un rischio effettivo, lungo il tratto di costa che va da Cala Gonone a Cala Goloritzè, ci sono almeno due zone dove potersi rifocillare se necessario, quindi, rischi reali, se si usa la testa, non ce ne sono. Inoltre, nel caso di reali problematiche basterà chiamare telefonicamente l’agenzia che si preoccuperà di fornirvi l’assistenza necessaria, quindi, a maggior ragione, si può stare tranquilli.

Ma noi volevamo portare a termine la nostra spedizione in completa autonomia: in questo caso, invece, è richiesto uno sforzo diverso. Era la nostra sfida, e dovevamo farcela.

Quindi, come organizzare il tutto?

Ecco cosa ci eravamo procurati per far fronte a quei 4 giorni:

  • Acqua: l’unica cosa che avevamo in abbondanza. 4 bottiglie a testa, sono bastate e avanzate per farci tutto;
  • Vino: si, ci siamo portati anche due litri e mezzo di vino, e vi dico che è stata una scelta più che azzeccata. Sapete cosa significa vivere il tramonto dalla grotta sorseggiando un buon bicchiere di vino? E’ la cosa più bella del mondo. In quel contesto diventa un’esperienza sensoriale senza precedenti. Poi decidete voi in base ai gusti, ma non esagerate né in peso né in quantità, per ovvi motivi;
  • Cibo: il necessario. E’ richiesto spirito di adattamento, quindi, a meno che non siate dei maghi nel preparare piatti sotto vuoto o altro, il consiglio è di prendere roba in scatola: tonno, monoporzioni di insalata di riso, fagioli, formaggi (da conservare bene), pane, crackers, biscotti monoporzione, frutta secca. Tutte cose così, usa e getta, nutrienti e facili da mangiare;
  • Vestiti: pochi indumenti asciutti di ricambio, per la notte essenzialmente, vedete voi come siete abituati. Noi avevamo un paio di magliette di ricambio, un pantaloncino per dormire – di giorno stai sempre in costume – una felpa e un guscio impermeabile per la notte. Le scarpe, possono far comodo se dovete arrampicarvi o spingere il kayak su terreni sconnessi. Cappello per il sole. Occhiali. Un telo per asciugarvi. E per il resto nient’altro;
  • Notte: materassino e cuscino per poggiarvi ed evitare il contatto su superfici umide. Una tenda – in teoria vietata, ma se la montate al crepuscolo e la smontate alle prime luci dell’alba nessuno vi dirà niente;
  • Fotocamera/Videocamera: leggera, deve essere tutto il più leggero possibile. E non dimenticate batterie di scorta, sarà difficile caricarle lungo il cammino.

Ecco questo è il necessario. Cose semplici, che potrete sistemare comodamente nelle stive del vostro kayak e che vi permetteranno di sopravvivere comodamente per 4 lunghi giorni senza dover chiedere né comprare altro.

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L’itinerario

Campeggio Nautico - Kayak, Sardegna, Orosei

È semplice dal punto di vista dell’orientamento. Siamo dentro ad un golfo quindi basterà seguire la costa e proseguire fino al punto desiderato, tappa dopo tappa. E questo vale per l’andata come per il ritorno – ovviamente per il ritorno si seguirà il precorso al contrario.

Poi, però, ci sono due variabili da tenere sotto controllo.

La prima, è facile da prevedere, ma non va sottovalutata. Lungo la costa troverete diversi tratti di scogliera totalmente a strapiombo sul mare, lungo le quali non c’è modo né di attraccare né di ripararsi. Quindi, sapendo che non potrete scendere a terra per riposarvi, o semplicemente mangiare qualcosa, dovrete gestire le vostre energie sapendo che non c’è alternativa se non raggiungere il punto successivo. Il tratto che maggiormente richiede questo tipo di sforzo è lungo circa 5km, sembrano pochi, ma in kayak non lo sono. Quindi, occhio!

La seconda, un po’ più incerta, è la variabile meteo. Anche qui sembra tutto scontato: magari è estate, il tempo è sempre bello, cosa mai dovrebbe succedere. E invece no, quelle nuvole all’orizzonte, che sembravano così innocue, si sono avvicinate più veloci del previsto. E così ci siamo ritrovati in un baleno investiti da un tremendo temporale, e vi assicuro, per esperienza diretta, che non è piacevole. Oppure, quella che sembrava la classica brezza leggera del mattino si è trasformata in una maestralata esagerata, unica situazione che ci ha messo realmente in difficoltà.

Quindi, sulla base della nostra esperienza, occhio sia al vento che alle condizioni del tempo/mare perché anche in estate possono cambiare in un baleno, e vi assicuro che trovarsi, lì fuori, in mezzo ai casini, non è una sensazione piacevole.

Per il resto, andate, esplorate, fermatevi dove vi piace, non seguite regole, siete voi a fare il percorso. Unica regola da tenere a mente sempre è: siate rispettosi ed educati, nei confronti degli altri e dell’ambiente che vi sta ospitando. Per il resto fatevi portare dal vostro cuore alla scoperta di voi stessi e di un paradiso naturale che ha pochi eguali nel mondo.

Portate sempre via con voi la spazzatura e pagaiate, è facile!

La pagaiata

Campeggio Nautico - Kayak, Sardegna, Orosei

A proposito di pagaiata…

Purtroppo, non posso darvi troppi consigli tecnici, come vi ho detto non sono un esperto. So andare e pagaiare anche in spazi angusti e con un po’ di mare, ma niente di più, non so se lo faccio nella maniera corretta, ma almeno funziona.

Perciò, l’unico consiglio reale che mi sento di darvi è: fate tutto con calma. All’inizio l’euforia tenderà a farvi mantenere un ritmo troppo elevato, ma, ben presto, comincerete a sentire la stanchezza su braccia e schiena. Mettete subito un freno a questa frenesia. Trovate il vostro ritmo, e che si tratti di un ritmo da “long distance” e non da corridore aggressivo. Altrimenti, vi sembrerà di non farcela, e non è, anche questa, una bella sensazione.

Partite sempre molto presto, e pagaiate lentamente, di tempo ne avete, e tanto. E vedrete che, una volta trovata la quadra giusta, sarà una goduria.

Durante il giorno

Foto: 3- Cala Goloritzè, alle 7 e 30 di mattina, eravamo da soli!

La giornata è sempre molto lunga. In genere la sveglia è alle 6/7 di mattina e siprosegue fino a che non inizia a calare il sole.

Si inizia a pagaiare quasi subito, giusto il tempo della colazione e di impacchettare tutto. Il consiglio è quello di arrivare a destinazione il prima possibile, giusto per sicurezza.

Però dietro a questo ritmo, quasi militaresco lo definirei, c’è la bellezza di godersi il mare con la massima libertà: ti fermi dove vuoi, ti fai il bagno quando vuoi ma, soprattutto, arrivi nei posti più belli prima degli altri, oppure quando gli altri se ne stanno andando, una goduria.

Esplori, ti godi la natura al massimo, niente di più.

La notte

Che dire, in assoluto il momento più bello della giornata.

Il tempo in questi contesti si dilata e il fatto di non avere distrazioni ve lo farà percepire con un’intensità devastante.

Innanzitutto, non potete usare molto il telefono, se non per fare qualche foto o informare qualche parente, amico, o l’agenzia stessa che vi chiederà notizie lungo il percorso, e già questo vedrete che vi farà effetto.

E poi non avendo altre distrazioni vi darà la sensazione che il tempo abbia iniziato a prendere un ritmo diverso, meno frenetico, più riflessivo. Vi farete il bagno, vi riposerete, al massimo leggerete, ma soprattutto vi riconcilierete con il mondo intorno a voi, perché credetemi, una connessione così profonda con la natura, mette i brividi.

Le giornate seguiranno il ritmo della luce del sole. All’alba ci si sveglia e si prepara tutto, colazione, e poi via sulla vostra “barchetta magica”. Arriverete al luogo che vi siete prefissati per campeggiare subito dopo pranzo, dopo diverse ore di kayak sulle spalle, e da lì in poi, nulla di più, se non pace e tranquillità, sentimenti questi che per noi sono ormai estranei, che quasi spaventano all’inizio, ma che sapranno regalarvi emozioni così profonde da lasciarvi quasi intontiti.

Vi sembrerà strano, ma quella situazione vi porterà a farvi tante domande, inizierete ad interrogarvi intimamente come forse poche volte avete fatto nella vostra vita, e, scoprirete, quasi magicamente, che tante risposte le avete sempre avute davanti ai vostri occhi.

Sarà bello riscoprire l’importanza del tempo e dargli il giusto valore, credetemi.

Campeggio Nautico - Kayak, Sardegna, Orosei

Poi finalmente arriverà il tramonto, e a seguire il buio della notte. I colori caldi del primo, il buio della seconda. Tutto sembra avere un significato diverso e, come un bambino che sorride alla vita, come solo a quell’età si riesce a fare, prendi consapevolezza della fantastica giornata che hai appena trascorso, e finalmente ti addormenti sereno, anche se più scomodo rispetto al tuo bel letto di casa, ma con uno spirito del tutto diverso.

Sentirete qualche rumore, ma non fateci caso, fortunatamente non sono uomini, ma semplicemente animali, perché li sotto, in quelle grotte non ci sarà nessun altro eccetto voi.

La stanchezza

Si fa sentire… eccome!

Non siamo più abituati a spostarci sfruttando esclusivamente le nostre energie. Siamo supportati sempre da qualche mezzo che ci permette di ridurre gli sforzi al minimo e questo ha due conseguenze fondamentali: la prima, ovvia, non siamo più abituati a fare sforzi prolungati; la seconda, meno ovvia, ma evidente se ci si ragiona un secondo, ci annoiamo facilmente perchè otteniamo tutto con troppa semplicità.

Queste prove possono sembrare estreme a primo impatto, e forse in piccola parte lo sono, ma solo perché non siamo abituati. Ma è bello, bellissimo, è una fatica gratificante, un modo di riapprezzare ciò che abbiamo intorno a noi in maniera pura e genuina.

E così, dopo tante ore passate in kayak, ricevi la tua ricompensa, ti poggi sul terreno e ti riposi di gusto, ti godi il tuo tempo, non hai motivo di annoiarti.

Cosa mi ha dato questa esperienza

Mi ha insegnato che andare è sempre meglio di rinunciare, non importa cosa si debba essere pronti ad affrontare, ne varrà comunque la pena.

Mi ha insegnato che il concetto di viaggio è in realtà uno stile di vita, e solo così si riesce a fare quel passaggio ulteriore che ci allontana dal concetto di turismo, inteso all’occidentale.

Perché, la realtà, è che non serve andare per forza dall’altra parte del mondo per viaggiare, lo puoi fare ovunque, scoprendo un qualcosa che mai avevi pensato di poter vivere, proprio all’interno di quella che consideri la tua Confort Zone. In un attimo cambia tutto, ti riscopri viaggiatore a casa tua e tutto questo ti fa star bene.

Campeggio Nautico - Kayak, Sardegna, Orosei

Purtroppo, il turismo, per come ormai lo concepiamo, è più un diversivo dalla quotidianità che una riscoperta di se stessi. Tante, troppe le persone che incontravamo su quelle spiagge che erano tristi, scoglionate, annoiate. Coppie che litigavano, facce spente, ma ristoranti costosi regolarmente pieni. E poi arrivavamo noi, puzzolenti e stanchi, ma con un sorriso che ci illuminava il volto. Per forza di cose, attiravamo gli sguardi increduli della gente. Noi, felici del nulla. Loro, tristi con troppo.

Ma dove correte? Mi chiedevo quando li osservavo. Ma rilassatevi, guardate che colori. E invece no, alle 17 si riparte con quel traghetto che ti riporta alla base, pronti per un’ennesima cena godereccia che svuoterà semplicemente il vostro portafogli non dando nessun tipo di giovamento alla vostra infelicità.

Vivere è sempre l’unico coraggio che ci viene richiesto, e per farlo, forse, è necessario realmente iniziare ad eliminare il superfluo, per poterlo fare finalmente in un modo più autentico, sincero, senza pretese, come noi, su quei Kayak, in quelle grotte!

Costo

Quasi dimenticavo una delle voci più importanti.

Abbiamo speso:

  • 80 euro per 4 giorni interi per ogni Kayak;
  • Cambusa per tutti e 4 i giorni (non abbiamo speso più di 50 euro, per entrambi intendo, quindi circa 25 euro a testa);
  • TOTALE: 105 euro a persona per 4 giorni.

A voi le considerazioni…

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